Nicaragua: mons. Álvarez (Matagalpa) dopo uccisione del detenuto politico Eddy Montes. “Partire dalla verità dei fatti”

“Bisogna riconoscere i danni che sono stati compiuti e la verità dei fatti, serve un serio e radicale proposito di non ripetizione e riparazione. Dobbiamo camminare tenendo i piedi per terra”. Lo ha detto ieri il vescovo di Matagalpa, mons. Rolando Álvarez, durante la veglia funebre di Eddy Antonio Montes, il detenuto politico nicaraguense ucciso giovedì scorso nel carcere di massima sicurezza di La Modelo da un colpo d’arma da fuoco sparato da un agente in circostanze non ancora del tutto precisate, probabilmente durante un tentativo di rivolta da parte di alcuni detenuti.
Il vescovo ha detto che la morte di Eddy Montes ha commosso il popolo del Nicaragua perché “la coscienza sociale è totale e completamente viva”. Per questo il cuore dei nicaraguensi “è spaccato”, geme di dolore e sofferenza, ma non rinuncia alla speranza cristiana. Ha poi aggiunto che il processo di pace deve partire da un impegno che riconosce la situazione presente, per costruire un futuro di autentica pace.
L’uccisione del detenuto ha causato una forte impressione all’interno e all’esterno del Paese. Sabato una spontanea manifestazione dei cittadini di Matagalpa è stata repressa dalle guardie del regime di Ortega. Il segretario della Commissione interamericana per i diritti umani (Cidh), Paulo Abrao, ha espresso la sua indignazione: “In Nicaragua si attenta perfino al sacro diritto a un funerale”.

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