Venezuela: p. Infante (gesuita), “decisivo il ruolo dell’esercito”

“La situazione è molto complicata. Quello che mi sembra chiaro è che sarà decisivo il ruolo delle Forze armate”. Lo spiega al Sir da Caracas padre Alfredo Infante, gesuita direttore della rivista Sic del prestigioso Centro Gumilla, tra gli analisti più attenti delle evoluzioni nella società venezuelana, che prosegue: “L’Esercito gioca un ruolo da protagonista, è diventato centrale. Il Paese è ormai militarizzato, ogni possibile esito non può non tenere conto di questa situazione, e la dimostrazione c’è stata martedì. La mobilitazione di piazza, la liberazione del politico di opposizione Leopoldo López, quanto è accaduto dopo, mostrano che il Governo di Maduro si è ancora di più indebolito, però l’opposizione non si è rafforzata”. Padre Infante fa riferimento a un possibile dualismo tra Juan Guaidó e López e ad alcune voci di spaccature nell’opposizione. In ogni caso, “anche a causa di questo ruolo dell’Esercito, da sempre istituzione ermetica, poco trasparente, c’è incertezza, siamo di fronte a molte scatole buie. Molti media in queste ore sono silenziati, le informazioni girano poco, in varie zone continuano anche i blackout. In questo contesto, però, la mobilitazione della gente resta un dato significativo, di cui tenere conto”. Il gesuita non usa mezzi termini per commentare l’eventualità di un intervento armato in Venezuela, paventato anche ieri dal Segretario di Stato Usa Mike Pompeo: “Qualsiasi soluzione non negoziata porterebbe a una completa catastrofe umanitaria, anche tenendo presente la situazione economica in cui si trova il Paese”.

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