Pornografia: Parenti (psicoterapeuta), “lo smartphone veicolo principale, aiutare ragazzi a vivere la sessualità in modo sano”

“Il telefonino oggi è il veicolo principale della pornografia”. Parola di Stefano Parenti, psicologo e psicoterapeuta, per il quale è fondamentale “proteggere i nostri figli”. Se “sotto gli 11 anni, l’obiettivo è quello di non far accedere i ragazzi a questo materiale, impedendone la visione attraverso i filtri per il controllo parentale”, dopo gli 11 anni, “bisogna cambiare strategia, perché il mondo che ci circonda è comunque pornificato”, spiega Parenti in un’intervista pubblicata su “Il nuovo giornale”, settimanale della diocesi di Piacenza-Bobbio. È bene, afferma, “responsabilizzare i ragazzi aiutandoli a vivere in modo sano la sessualità”. “Questo compito spetta ai genitori, i quali non possono e non devono affidarlo ad altri”, chiarisce lo psicoterapeuta sottolineando che è necessario “parlare con i figli della scoperta graduale della sessualità e farlo precocemente, prima che lo faccia il mondo nel modo sbagliato”. Del resto, “i pornografi sono abilissimi a far leva sulle parti più basse dell’essere umano” e “giocando su questo, recentemente, hanno cominciato ad inserire nel bel mezzo di giochi normalissimi, tipo la play station, certe immagini un po’ osées, che poi portano i ragazzini ad indagare; e così poi cadere nella pornografia è un soffio”, rileva Parenti che fa parte dell’Associazione “Puri di Cuore”, fondata da Luca Marelli per combattere il fenomeno e aiutare quanti cadono nella rete della pornografia. “Sfruttano le nuove tecnologie – conclude – per arrivare a toccare il prima possibile gli occhi delle persone e così facendo, guadagnano; ogni click che viene fatto su quel tipo di immagini viene conteggiato ed è tutto un grande business”.

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