Pastorale giovanile: Cei, presentate le linee programmatiche “Dare casa al futuro”

“Dare casa al futuro” è titolo delle Linee programmatiche della Pastorale giovanile della Conferenza episcopale italiana presentate questa mattina a conclusione dell’omonimo convegno iniziato tre giorni fa e svoltosi a Palermo. Le Linee sono state presentate da don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale. “Non esiste una ricetta unica e risolutiva: quello che proponiamo – ha detto agli oltre 800 partecipanti all’evento – si interseca con quanto, come Chiesa, abbiamo vissuto in questi anni, facendoci continuare, con maggiore coscienza e consapevolezza, il cammino intrapreso”. Il testo, che andrà in stampa tra poco, ripropone alcune delle “parole coraggiose del Sinodo”. Lo fa in tre aree. “La prima riguarda le attenzioni, cioè – spiega il direttore – le competenze della Pastorale giovanile”. Questa si sviluppa in tre capitoli che hanno per titolo tre verbi: esserci, comunicare e aprire spazi. “Esserci – ha spiegato don Falabretti – implica l’accompagnare, l’ascoltare e lo stare in prossimità”. Il comunicare e l’aprire spazi sono in qualche modo collegati: il primo fa riferimento ai luoghi virtuali del mondo digitale e dei social, “ai limiti, ma anche alle opportunità che offrono oggi”, il secondo ai luoghi reali, fisici, cioè a quelli che nelle Linee sono detti “spazi educativi di incontro e di ascolto”, con riferimento chiaro, tra gli altri, all’oratorio.
Un’altra area è dedicata alla formazione. Propone ancora tre parole, questa volta “tre aggettivi che – ha detto don Michele – devono appartenere tanto ai formatori, quanti ai giovani stessi”. L’essere e il sentirsi “chiamati” all’interno del quale “si esprime il rapporto tra vita, fede e vocazione”; il loro essere “responsabili”, che fa appello alla coscienza e al saper fare discernimento; l’essere unici, “all’interno del quale – spiega don Falabretti – si sviluppa il tema della corporeità, della sessualità e della spiritualità che le lega”. Un’ultima area è dedicata alla “vita di comunità”, ad alcuni “luoghi nei quali portare ed incontrare i giovani”. Tre di nuovo le parole che, questa volta, dicono cosa fare: innanzitutto “comunione” nel pensare ed agire insieme, con sinodalità, poi “annuncio”, che “passa dalla liturgia e dalla spiritualità incarnata” ed, infine, “il servizio, la cura, l’aiuto, il sostegno reciproco, la sussidarietà” o, per dirla con il titolo del capitolo, la “diaconia”. “Questo testo non è un nuovo progetto educativo – ha spiegato durante la presentazione don Michele Falabretti -, ma prova a mettere in ordine in quello che c’è: è uno strumento che apre percorsi e lascia respiro alle molte azioni di Pastorale giovanile. Non abbiamo stabilito qualcosa che altri devono osservare come legge, ma offerto uno spunto per chi lavora, quindi per equipe e, possibilmente, per l’intera comunità cristiana”.

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