Migranti: Caritas di Como alle parrocchie, “rinnoviamo l’impegno per l’accoglienza”

“A tutte le comunità della diocesi rinnoviamo l’invito a mettere a disposizione tempo, preghiera, riflessione, volontari, aiuti concreti, generi di prima necessità che permettano alle persone accolte, nella comunità stessa o nel proprio vicariato, di inserirsi gradatamente in un cammino comunitario”. Si chiude con questo appello la lettera che il Consiglio Caritas della diocesi di Como, presieduto dal vescovo Oscar Cantoni, ha inviato nei giorni scorsi a tutti parroci e, successivamente, diffuso alla stampa nella giornata di oggi. Un testo, accompagnato da un’introduzione firmata dal vicario episcopale per la pastorale don Fabio Fornera, in cui si rinnova – “nonostante le conseguenze introdotte dal Decreto Salvini” – l’impegno per l’accoglienza nelle comunità. “Nelle prossime settimane le diverse cooperative (della rete Caritas, ndr) valuteranno l’eventualità di partecipare o meno ai nuovi bandi, in un’ottica che sarà comunque di ridimensionamento, purtroppo anche del numero dei loro operatori. Vista però la dimensione di accoglienza come elemento fondamentale di una società civile, prima ancora che cristiana, ci sentiamo chiamati a rinnovare il nostro impegno, sempre nella logica della sussidiarietà”, si legge nel testo. Il percorso di accoglienza portato avanti in questi anni in diocesi di Como ha coinvolto una sessantina di comunità parrocchiali, congregazioni religiose, cooperative e associazioni laicali coinvolte e conta oggi un totale 400 richiedenti asilo ancora accolti sul territorio. “Spesso – spiegano dalla Caritas – si è stati accusati di fare i nostri interessi, dimenticando che ci siamo occupati di profughi e migranti su richiesta, a volte pressante, di Governi, Prefetture e Amministrazioni locali, che sapevano di poter contare da parte nostra anche su un valido aiuto di volontari. Questo percorso é ora stravolto dalle conseguenze del Decreto Sicurezza e dai nuovi bandi. Vediamo così compromesso il cammino di cura delle persone, di mediazione e integrazione che ha, fino ad ora, contraddistinto il nostro impegno”. Nonostante questa presa di distanza dalla Caritas assicurano che le Cooperative continueranno a prendersi cura dei soggetti più vulnerabili. Infine un appello alle parrocchie: “Chiediamo alle comunità già impegnate nell’accoglienza di proseguire in questa esperienza – conclude il testo – e alle comunità in cui vi sia una disponibilità abitativa di contattare la Caritas per farsi aiutare nell’avvio di esperienze di seconda accoglienza”.

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