Migranti: Biagio Conte in digiuno e preghiera per sostenere Paul a rischio espulsione dall’Italia

“Non lo ammanettate, non lo arrestate, non lo rimpatriate. Non è un delinquente. È un disperato. In 10 anni di permanenza nell’Italia non ha mai commesso un reato. È una persona giusta. Non potete condannare un giusto”. Biagio Conte, missionario laico e fondatore della Missione Speranza e Carità, lancia un “disperato appello” per Paul, un africano da oltre dieci anni a Palermo che rischia di essere espulso dall’Italia. Ieri mattina il missionario laico si è sistemato a Brancaccio, nel luogo dove è stato ucciso il beato Pino Puglisi e ha iniziato il suo digiuno. Non mangerà, pregherà, non si muoverà finché non si farà giustizia verso Paul, che “ha donato il suo servizio a tutti i fratelli della Missione, ha riparato impianti idraulici abbandonati all’incuria da decenni, ha aiutato tanti fratelli italiani e stranieri che dormivano per strada, si è reso sempre amico di tutti” e verso cui si sta compiendo “una gravissima ingiustizia”. Per aiutarlo, Conte ha deciso di chiedere aiuto “al nostro Papa Francesco, al nostro presidente della Repubblica, al nostro sindaco di Palermo, ai sindaci d’Italia, al Presidente della Regione, a tutte le regioni d’Italia, al prefetto di Palermo e al giudice di pace, al questore di Palermo, al nostro vescovo di Palermo e a tutti i vescovi, alle parrocchie e a tutti i sacerdoti, alle missioni e alle associazioni, a tutti i cittadini italiani, a tutti i popoli”.

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