Diocesi: Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, mons. Antonazzo indice la prima visita pastorale

“Ritengo maturi i tempi per lo svolgimento della visita pastorale quale specifica forma di servizio alla Parola e di crescita della fede nel Signore Risorto, desiderando il bene spirituale non solo dei credenti ma anche di ogni uomo e di ogni donna animati da buona volontà”. È questo uno dei passaggi centrali della lettera con la quale mons. Gerardo Antonazzo ha indetto la visita pastorale nella diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, la prima da quando sono stati unificati nella stessa realtà ecclesiale i territori delle diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo e di Montecassino. Esprimendo il desiderio di “raggiungere anche il cuore di quanti, pur battezzati, non amano più la Chiesa, delusi forse per la mancata accoglienza, ascolto e materna misericordia”, il vescovo si rivolge “pure alle Istituzioni che operano nel territorio, accomunati nello sforzo di favorire il vero bene nel più diffuso vivere sociale”. La visita, spiega il decreto, vuole “annunciare la fede in Gesù risorto, purificare la memoria personale e comunitaria da ogni discordia e incomprensione del passato, promuovere la dimensione comunitaria, favorire la partecipazione e la corresponsabilità dei laici e ravvivare la missionarietà della Chiesa in uscita secondo lo spirito della Evangelii Gaudium di papa Francesco”. Proprio come sintetizza il logo ideato da Gabriele Pascosolido: con le parole del libro dell’Apocalisse “Sto alla porta e busso”, ci sono una stella, icona della Vergine; un libro, a indicare la Parola che dà voce a chi non ce l’ha; e infine un segno pastorale che richiama la volontà episcopale forte e fedele per una fede matura e consapevole.

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