Fisc: Borsa (Sir), “l’Ue è un cantiere aperto, capire se vogliamo costruire la casa sulla roccia o sulla sabbia”

(dall’inviato a Forlì) “L’Unione europea è un cantiere aperto, una casa in costruzione. Dal punto di vista politico dobbiamo capire come vogliamo costruirla, sulla roccia o sulla sabbia”. Lo ha affermato questa mattina Gianni Borsa, corrispondente del Sir da Bruxelles e Strasburgo, nel suo intervento al convengo nazionale della Fisc (Federazione italiana settimanali cattolici) che si è chiuso oggi a Forlì sul tema “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio”. Parlando della sua esperienza nel racconto “dei limiti ma anche dei successi dell’Ue”, Borsa rivolgendosi ai colleghi giornalisti ha invitato a raccontare l’Europa anche sulle testate locali perché “non dar spazio all’Europa significa non dar spazio ad una parte significativa della politica”. Ma “non possiamo limitarci al fatto singolo, dobbiamo provare a leggere il contesto, ad inserirlo nello scenario mondiale”. “Siamo di fronte alla necessità di raccontare un’Europa che è più delle istituzioni. C’è tutta una vita che è li in mezzo, fatta di scuola, lavoro, famiglia, impresa, ambiente e che ha a che fare con le decisioni prese a livello europeo”. Per questo, “l’Europa ha tutto lo spazio per un’azione politica che parte dai cittadini”, ha sottolineato Borsa che, nel suo intervento, ha sottolineato le criticità dell’Ue che “ha bisogno di essere più coesa, più vicina, più ‘leggera’, più utile”. Tra i nodi elencati quelli della necessità di “più integrazione economica con regole comuni”, di una “vera e libera concorrenza”, di un’“economia che crea ricchezza ma essendo sostenibile dal punto di vista ambientale”, di un’“armonizzazione fiscale”, dell’“unione bancaria”. E poi l’importanza che venga messo in piedi “un vero pilastro sociale”, per avere “eguali diritti in tutta Europa” che va accompagnata dal “riconoscere che abbiamo uno stato sciale mediamente funzionante nei diversi Paesi Ue mentre in due terzi del mondo non esiste”. Inoltre “le istituzioni politiche dell’Ue vanno riformate con progetti, un passo alla volta. Abbiamo bisogno di istituzioni più efficaci, che producono risultati utili per noi cittadini”. Altri temi affrontati che costituiscono aspetti sui quali l’Ue sarà messa alla prova sono una “vera politica estera comune”, l’“allargamento fatto con calma, con attenzione alle regole”, l’“invecchiamento demografico e il sostegno alla natalità per invertire la rotta di una ‘Europa nonna’”, le “pressioni migratorie” che rendono necessaria “la creazione di una politica migratoria europea che al momento non c’è”, i nazionalismi. “Abbiamo bisogno di un vero senso della cittadinanza europea, non ci sarà Europa senza questo”, ha concluso Borsa lanciando la proposta di “istituzionalizzare” tre simboli: seggio unico dell’Ue alle Nazioni Unite, lo sfilare dell’intera delegazioni di atleti europei alle Olimpiadi dietro la bandiera europea, e il 9 maggio come festa nazionale ed europea.
Nel corso della mattinata è stato proiettato un videomessaggio di Roberta Brunazzi, giornalista del settimanale diocesano “Il Momento” di Forlì che ora si trova a Malta. Dopo aver parlato dell’importanza della lingua in una dimensione continentale, Brunazzi ha affermato che “la scelta dell’integrazione richiede uno sforzo continuo, un desiderio di imparare che non finisce mai e che deve essere coltivato giorno dopo giorno”.

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