Reddito di cittadinanza: Rossini (Acli), “tesoretto a minori e stranieri”

“Il reddito di cittadinanza non tiene conto della vera emergenza nazionale, la povertà minorile, che avrà effetti di lunghissimo periodo aggravati dal fatto che siamo un Paese dove non si fanno più figli e i giovani vanno all’estero ed è discriminante nei confronti dei cittadini stranieri. Di fatto penalizza le due categorie più povere del nostro Paese, minori e stranieri”. È quanto ha affermato il Presidente nazionale delle Acli, Roberto Rossini, durante una tavola rotonda su povertà e diseguaglianze in corso al Festival Sabir, a Lecce. “Perché allora – la proposta – non utilizziamo il cosiddetto tesoretto, un miliardo circa dalle stime governative, e lo redistribuiamo alle famiglie con più figli e alle famiglie straniere con minori nati in Italia, modificando i calcoli di attribuzione del Rdc?”. Inoltre, ha aggiunto Rossini, “le risorse avanzate dal reddito di cittadinanza potrebbero essere usate per facilitare l’inclusione sociale dei cittadini stranieri visto che sono necessari 10 anni di residenza nel nostro Paese, di cui gli ultimi due continuativi. Le Acli si impegnano in questa battaglia di giustizia sociale fin da ora”.

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