Germania: la delegazione della Conferenza episcopale termina il viaggio in Armenia​

“Il forte carattere cristiano dell’Armenia non ha subito danni permanenti durante l’era sovietica. La Chiesa oggi lavora con un grande impegno pastorale e sociale, in modo che la fede cristiana nella società rimanga viva e venga trasmessa alle generazioni future”. È una delle osservazioni riferite dal vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, appena rientrato da una visita in Armenia su invito del Supremo Patriarca e Catholicos di tutti gli armeni, Karekin II. Il forte legame tra “fede cristiana e popolo armeno”, i segni “profondi dell’eredità cristiana nella cultura armena” rendono possibili la crescita della “comprensione reciproca e della comunione” tra le due Chiese. Oltre all’udienza con Karekin II e alla partecipazione all’ordinazione episcopale di mons Isakhanyan, la delegazione cattolica ha visitato il memoriale del genocidio a Yerevan: “Nel doloroso ricordo della sofferenza incredibile di innumerevoli persone, prego Dio che non ci sia mai più una simile tragedia” e che “la disamina onesta dei terribili crimini del passato apra cammini per un futuro riconciliato”, ha scritto il vescovo nel libro dei visitatori. Incontrando l’arcivescovo Raphaël Minassian, responsabile per i credenti armeni uniti alla Chiesa cattolica, la delegazione tedesca ha visto il grande impegno caritatevole della piccola Chiesa cattolica armena, sostenuto dall’istituzione tedesca Renovabis.

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