Fisc: Rondoni (Uff. Comunicazioni sociali Emilia Romagna), “l’Europa non si fa con i muri, si fa con uomini vivi”. Il ruolo dei settimanali cattolici

Faenza, 17 maggio: convegno Fisc. Rondoni è il primo da destra (foto Gianni Zampaglione)

(dall’inviato a Faenza) “Siamo in grado, come settimanali cattolici, di comunicare l’Europa? Siamo in grado di fare riflettere, di produrre cultura e conoscenza europea?”: Alessandro Rondoni, responsabile dell’Ufficio comunicazioni sociali regionale delle diocesi dell’Emilia Romagna, ha portato un denso contributo al convegno Fisc “Colori d’Europa, le sfide del terzo millennio” in corso a Faenza. Interrogativi, i suoi, che richiamano il positivo ruolo informativo operato sui territori proprio dai settimanali diocesani, in una Europa “unita nella diversità”, con le infinite specificità territoriali che la caratterizzano. Rondoni ha tracciato un quadro culturale e politico segnato dalla globalizzazione, entro la quale “occorre progettare e agire insieme”. “Siamo capaci di fare Europa – ha affermato – se impariamo a fare squadra. Il ‘piccolo’ non regge il cambiamento d’epoca in atto”. Da qui l’Europa come orizzonte necessario, purché “non ci chiudiamo nelle paure”, “se cogliamo le occasioni che la stessa Ue offre” ad esempio attraverso i fondi strutturali.
Rondoni non ha mancato di affrontare temi “in prima pagina”, come le migrazioni e le prossime elezioni per il rinnovo dell’Europarlamento. Sulle prime ha dichiarato: “È vero che siamo di fronte a un’invasione, come si vuol far credere? I numeri e la ragione dicono di no”; semmai occorre riconoscere “la capacità di accoglienza e di solidarietà” dimostratesi in questi ambiti. Sulle elezioni: “votare significa essere protagonisti, scegliere, decidere” per il futuro dell’Europa, che “comunque ha bisogno di riforme” e di “riconoscere le proprie radici cristiane”. Il relatore ha più volte fatto riferimento a interventi di Papa Francesco e Papa Giovanni Paolo II sull’integrazione europea e il contributo dei cristiani alla costruzione della ”casa comune”: “l’Europa non si fa con i muri, non con la polizia. Si fa con uomini vivi”, con azioni politiche che “rafforzano i diritti, garantiscono le libertà, creano lavoro per i giovani, tutelano l’ambiente”.

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