Tecnologie: Lizzola (filosofo) a convegno Anla, “rischiamo di creare umanità utilizzabili dalla tecnologia e delle umanità di secondo piano

Anla, convegno 70°

“Le tecnologie stanno diventando così profondamente invasive da determinare le forme e le possibilità dell’umano; si parla di transumanesimo non a caso e l’umano rischia di pensarsi come integrato e sostituito o sostenuto o potenziato dalla tecnologia”. Lo ha detto Ivo Lizzola, docente all’Università di Bergamo, intervenendo questa mattina, a Roma, al convegno per il 70° anniversario della fondazione di Anla, Associazione nazionale lavoratori anziani, sul tema “Un nuovo umanesimo per una vita in pienezza”. Per Lizzola “si cela qui un problema serissimo: rischiamo di creare umanità utilizzabili dalla tecnologia e delle umanità di secondo piano, quelle di una volta, quelle legate alla natura che possono essere anche abbandonate. Una volta queste ultime erano occasione per un’attenzione nella cura della relazione che permetteva delle reinterpretazioni, delle declinazioni dell’umano meravigliose nelle quali la figura umana sfigurata recuperava la sua dignità negli occhi e nelle mani di chi se ne prendeva cura. Tutto questo oggi è da riconquistare, non è scontato”.” Troppo anziani, troppo disabili, troppo malati… se noi consideriamo l’umano in base a una idea di integrità mentale, l’Alzheimer cos’è? Segno di una indegnità dell’umano?” ha domandato il filosofo che ha esortato a “recuperare la traccia dell’umano”. Per il docente “la questione cardine è quella del limite: l’umano ha bisogno di fronteggiare il limite, e lo fronteggia umanizzando le relazioni dentro un’etica della fraternità, della consegna reciproca, della cura e poi anche del finire quindi del lascito… L’adulto – ha concluso – è la persona che si occupa del futuro degli altri, credo che da qualche generazione l’adulto faccia fatica a fare l’adulto. Sono sfide pedagogiche ed etiche che ci riguardano da vicino”. Il presidente di Anla, Edoardo Patriarca, nel suo intervento, ha indicato due ambiti di azione per il triennio associativo, “il volontariato e la sinergia con le imprese socialmente responsabili”. Al convegno è stato sottolineato che “le imprese attente a questa dimensione di sostenibilità avranno in futuro migliori performance in termini di produttività e competitività sui mercati”. Il ruolo che gli “anziani d’azienda” possono svolgere e quindi quale possa essere la sinergia con Anla sono stati indicati dal presidente di Fincantieri, ambasciatore Giampiero Massolo: “La risposta è semplice: un “patrimonio di esperienze”. Qualsivoglia organizzazione, in ogni settore, non può che fare perno sulla capacità dei propri componenti di sapersi orientare con efficacia nello scenario di riferimento. Ciò rende ogni risorsa disponibile preziosa per il raggiungimento degli obiettivi comuni. E in un simile contesto speciale valore è annesso alla professionalità di chi è cresciuto in azienda contribuendo attivamente a farne ciò che oggi è: un compagno di scrivania o un predecessore capaci di elargire il consiglio giusto al momento giusto sono risorse da preservare e da valorizzare”.

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