Sinodo per l’Amazzonia: p. Araujo, “gli indios preservano l’integrità della natura, preservandola dai suoi predatori”

“Gli indios preservano l’identità della natura, difendendola dai suoi predatori”. Lo ha affermato padre Adelson Araujo Dos Santos, dell’Istituto di spiritualità della Pontificia Università Gregoriana, nel convegno in corso nel suo ateneo in preparazione al Sinodo per l’Amazzonia. Tracciando un profilo della spiritualità indigena, in particolare quella degli indios brasiliani – 800mila, divisi in 825 gruppi in un territorio che comprende 9 Paesi – il gesuita ha spiegato che “gli indios sentono la natura come una parte della loro società e cultura, come una estensione del loro corpo personale e sociale. Per loro, la natura non è qualcosa di oggettivo, di muto e senza spirito”. Di qui la radice mitologica della loro spiritualità, nata come “un ricco pantheon di divinità in stretta correlazione con il mondo della natura”. Per gli indios, ha spiegato il relatore, “Dio non è una realtà da spiegare: ha a che fare con la soggettività religiosa che diventa coesistenza col cosmo”. Padre Araujo ha definito tale spiritualità “una teo-cosmologia o una cosmo-teologia, a seconda del punto di partenza”. In essa, “Dio prende molte forme e nomi: è trascendente, ma si trascende nell’immanenza di tutte le cose”. “Per interagire con il trascendente – ha proseguito il relatore – gli indios cercano le loro mitologie, che sono un mezzo per portare un significato e uno scopo alla loro vita in questo mondo. Quella degli indios è una religiosità sapienziale, che insegna l’armonia per vivere con la natura, e il bambino la apprende fin dall’infanzia”. “Le foreste in cui vivono gli indios – ha fatto notare il religioso – subiscono meno devastazione delle altre. Gli indios vivono nella foresta, vista come un luogo sacro e pieno di simboli spirituali: hanno una percezione molto precoce dei cambiamenti climatici in atto, e il loro modo di relazionarsi con la natura ci offre l’opportunità di comprendere la sua importanza nella preservazione della vita del nostro mondo, minacciato e spesso angosciato dalla mancanza di riferimenti religiosi”. Di fronte alla minaccia ambientale, per padre Araujo “dobbiamo imparare il linguaggio sapienziale dei popoli dell’Amazzonia, madre di tutti gli ecosistemi, che va rispettata nella sua interezza”, anche attraverso “una spiritualità ecologica che ci insegna ad abbracciare il cosmo, e Dio nel cosmo”.

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