Sinodo per l’Amazzonia: Costa, “una Chiesa dal volto amazzonico non deve diventare uno slogan”

“Una Chiesa dal volto amazzonico non deve diventare uno slogan”. A lanciare il monito, per uscire dai luoghi comuni e dalle “ideologie”, è stato padre Giacomo Costa, direttore responsabile di Aggiornamenti sociali, intervenuto al convegno promosso alla Pontificia Università Gregoriana in preparazione al Sinodo per l’Amazzonia, in programma ad ottobre. “Ascoltare sinodalmente, e non in maniera occasionale”, l’invito del gesuita, secondo il quale “se vogliamo ascoltare il grido della terra e dei poveri, non possiamo non camminare insieme”. Il Sinodo, dunque, come “qualcosa di strutturale, non di occasionale”, all’insegna di “un metodo che richiede dialogo, interazione tra esperienze e competenze diverse”, a partire dalla consapevolezza che “nessuno ha la soluzione pronta in tasca” e che “nessuno, da solo, può risolvere i problemi”. “Il Sinodo non è un documento”, ha detto Papa Francesco, ma “un’esperienza di un metodo, di un modo per discernere insieme, per camminare insieme e insieme capire il passo che siamo chiamati a fare”, ha commentato Costa, evitando “sia l’immobilismo, sia la sudditanza alle mode del momento”. Affinché il Sinodo non diventi “né uno slogan, né un’ideologia”, per il gesuita il primato va dato all’ascolto, “che non è la somma dei pareri individuali, né un percorso per dire ciò che si ha già in mente, anche con le migliori intenzioni, ma la disponibilità a lasciarsi trasformare, ad una conversione fatta di un ascolto che richiede di cambiare posizioni”. “Ascoltare significa anche agire”, ha concluso Costa, spiegando che “fa parte dell’ascolto andare fino all’azione: non c’è ascolto se non trasforma gli occhi, il cuore e la mente, ma neanche se non si agisce aprendosi alle novità. Altrimenti, è un fallimento”.

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