Biennale della Prossimità: Pozzi (co-direttore), “un percorso lungo 18 mesi a cui partecipano 17 realtà nazionali”

Dopo il saluto telefonico del sindaco Melucci, a Roma per riunioni su Cis e Giochi del Mediterraneo, della Regione Puglia e delle altre istituzioni locali, è arrivato il contributo di Caterina Pozzi, uno dei co-direttori della Biennale che ha spiegato il senso di quello che può definirsi non un evento ma “un percorso di 18 mesi con 17 realtà nazionali, espressioni di mondi diversi, che a Taranto provano ad avere un linguaggio comune, spogliarsi della propria identità e forza per creare un prodotto collettivo. I promotori nazionali sono i custodi di un metodo basato su partecipazione e condivisione che lavora su due livelli: teorico, con un’area ricerca, di riflessione culturale sul tema della prossimità e pratico, sui territori. Settecento persone  non arrivano qui perché c’è un grande nome ma perché c’è stato un percorso e quando le persone si sentono protagoniste scalano le montagne”.
Al gruppo promotore nazionale si è unito il comitato locale, che conta 38 realtà con 163 associazioni aderenti, 180 eventi tra dibattiti, workshop, convegni, concerti, teatro, mostre e percorsi di cittadinanza attiva.

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