Biennale della Prossimità: mons. Santoro (Taranto), “di fronte alla fragilità non si può girare la faccia dall’altra parte”

“Per Taranto è una grande opportunità avere qui la Biennale, un’occasione per rendere giustizia dell’immagine della città, che, nonostante i problemi, sta camminando. La parola prossimità è la preferita da Papa Francesco. Che si tratti di istituzioni, di enti, di associazioni o di singoli cittadini, non si può non essere vicini dove si trova la fragilità, non ci si può girare dall’altra parte”. Lo ha detto l’arcivescovo della diocesi ionica, mons. Filippo Santoro, inaugurando nel pomeriggio la terza edizione della Biennale della Prossimità, che arriva a Taranto, prima volta a Sud, dopo le esperienze di Genova e Bologna. “Vi faccio un esempio pratico e semplice di prossimità: qualche tempo fa camminavo a piedi per la Città vecchia, tra una riunione sull’ambiente e una sulle processioni in episcopio. Durante il tragitto un signore mi abbraccia, mi prende sottobraccio e mi chiede in dialetto di andare a casa sua per benedire i suoi due figli disabili. Quando sono arrivato lì la moglie mi ripeteva che Gesù era andato a trovarli. Erano stupiti che avessi trovato del tempo per loro. È solo una storia semplice per farvi capire che certe volte cambiare i programmi per guardare alle esigenze degli altri fa bene a noi e al prossimo”.

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