Telefono amico: Petra (presidente), “lo scorso anno 13mila chiamate per combattere la solitudine”

“Nel solo 2018 abbiamo ricevuto quasi 13mila telefonate legate ad un fenomeno poco considerato, ma molto presente in Italia: la solitudine il bisogno di relazione”. A parlare è Monica Petra, presidente di Telefono amico Italia. Al tema della solitudine è dedicata la tavola rotonda che l’associazione organizza il prossimo 24 maggio, alle 21, al teatro Ruzzante di Padova, dal titolo “Oltre le solitudini, un progetto di futuro”, che vedrà la partecipazione della psicologa e psicoterapeuta Maria Rita Parsi, del filosofo Umberto Curi e del giovane scrittore Rocco Civitarese. L’iniziativa è stata organizzata per celebrare il 50° anno di attività del centro Telefono Amico di Padova ed è un’anteprima del congresso internazionale “Uscire dalla solitudine – Costruire relazioni”, in programma a Udine dal 3 al 7 luglio e organizzato dall’International Federation of Telephone Emergency Services (Ifotes), che raccoglie oltre 30 associazioni specializzate in sostegno telefonico e ascolto attive in tutto il mondo, tra cui Telefono amico Italia onlus. Il congresso accoglierà un migliaio di partecipanti provenienti da 25 nazioni. Per mantenere alta l’attenzione sul tema della solitudine Telefono amico, che da oltre 50 anni – grazie a 500 volontari che operano in 20 centri su tutto il territorio nazionale – ascolta le persone che hanno bisogno di aiuto garantendo il totale anonimato, ha deciso di aderire alla campagna nazionale “Solitudini e no”, lanciata da Ifotes con Artess (Association for Research and Training on Emotional Support Skills) e volta a sensibilizzare gli italiani su questo importante tema, invitando i cittadini e gli utenti della rete – in particolare i giovani tra i 18 e i 30 anni – a completare la frase “Mi sono sentito ascoltato quando …”. Grazie a questa iniziativa sarà sviluppato uno storytelling collettivo che darà vita a un mosaico dell’ascolto, con esperienze, punti di vista e storie uniche che andranno a comporre un bagaglio di risorse a cui attingere per migliorare la capacità relazionale delle persone e in generale contribuire a mettere in circolo “pillole di benessere sociale”. I contributi saranno raccolti attraverso WhatsApp e rilanciati attraverso Instagram.

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