Sanità: Ricciardi (Osservasalute), “in Italia è allarme morti ospedaliere per sepsi e anitibioticoresistenza”

“Oggi vogliamo lanciare un vero e proprio allarme per morti da sepsi e antibioticoresistenza”. A parlare è Walter Ricciardi, professore ordinario di Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e direttore dell’Osservatorio nazionale sulla salute nelle Regioni italiane, intervenuto alla presentazione oggi a Roma, presso il Policlinico Gemelli, del Rapporto Osservasalute 2018, giunto alla XVI edizione e curato dall’Osservatorio che opera nell’ambito di Vihtaly, spin off dell’Università Cattolica presso la sede di Roma, con la direzione scientifica di Alessandro Solipaca. “Il nostro Paese – ha spiegato Ricciardi – è in un’emergenza assoluta, non conosciuta e non stimata. Migliaia di persone muoiono ogni giorno nei nostri ospedali per infezioni e antibioticoresistenza. Su 28 Paesi Ue, il 30% delle morti per sepsi ospedaliere avviene in Italia. Questo chiama in causa il ministero della Salute, l’Istituto superiore di sanità, l’Aifa e l’Agenas (Agenzia per i servizi sanitari regionali) perché la strage è già in corso ma diventerà un ecatombe”. Per l’esperto, nel nostro Paese “il problema delle infezioni ospedaliere sembra ineluttabile e viene considerato con rassegnazione a livello centrale e periferico. In Svezia e Olanda, invece, ogni ospedale prevede un comitato per il contrasto alle infezioni”. Da che cosa dipende l’antibioticoresistenza? “Dal fatto che in Italia si consumano troppi antibiotici, anche quando non sono necessari, ma molta della nostra antibioticoresistenza nasce dal fatto che mangiamo maiali e polli d’allevamento ai quali vengono somministrati antibiotici non solo quando sono malati ma a scopo preventivo. All’interno di questi animali, pezzi di genoma si modificano ed entrano nel genoma di chi li mangia”.

 

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