Nigeria: Femi Oye, “mini-grid risposta a fame energetica”

(DIRE – SIR) – “L’Africa è un continente, non è un Paese. E ogni Paese ha le sue necessità. La Nigeria – il mio paese – ha un enorme bisogno di energia. Abbiamo anche un grande potenziale agricolo, a fronte di fame diffusa. D’altro canto, lo sviluppo è forte: Lagos ad esempio si puo’ definire la nuova Silicon Valley per la quantità di capitali che muove e di imprese che ospita. Ecco perchè partiamo da digitilazzazione e mobilità per agganciare la prossima rivoluzione industriale, e lo facciamo sviluppando mini-greed per la produzione di energia, favorendi anche la connettibilità”.  A parlare è Femi Oye, uno dei 21 innovatori africani parte di un progetto di formazione gestito dal Politecnico di Milano e il Politecnico di Torino, e finanziato dall’Agenzia italiana per la cooperazione allo sviluppo (Aics).  La sede romana dell’agenzia ‘Dirè ha accolto questi innovatori nel corso dell’incontro ‘Meet the African Innovation leaders’ alla vigilia di Exco 2019, la prima Fiera della cooperazione allo sviluppo che proseguirà alla Fiera di Roma fino a venerdì 17 maggio.  Le mini-greed proposte da Oye, CEO di Green Energy & Biofuels, implementano un sistema “decentralizzato, efficiente ed economico, perchè non dimentichiamo che connettere le città tra di loro, o aree remote, alla rete elettrica, costa tantissimo”. Ma tutto questo, aggiunge Femi Oye, si realizza “grazie agli investimenti del settore privato, accanto a quelli di istituzioni, grandi organizzazioni internazionali o centri di ricerca”. Il ruolo di questi soggetti puo’ essere anche quello di incoraggiare la blockchain, perchè, aggiunge l’esperto, “i dati sono il denaro del futuro”.  L’esperto conclude sottolineando l’importanza di innovare anche il settore pubblico, “allineando le agende del governo con quella del settore privato”. (www.dire.it)

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