Università Cattolica: convegno “Speranze di pace tra Oriente e Occidente”. Rettore Anelli, “conoscenza e incontro”. Vescovo Li Shan, “ponti di pace”

“Abbiamo fatto nostra con entusiasmo la sfida di superare l’estraneità culturale con il mondo cinese che oggi è sempre più vicino e che tuttavia rischia di rimanere al fondo lontano se non promuoviamo la conoscenza, l’incontro e il dialogo”, ha detto il rettore dell’Università Cattolica, Franco Anelli, dando il via ai lavori del convegno internazionale “1919-2019. Speranze di pace tra Oriente e Occidente”, promosso in occasione dei dieci anni dalla fondazione dell’Istituto Confucio. Il convegno si svolge presso l’ateneo di largo Gemelli a Milano, e in mattinata ha visto, tra gli altri, l’intervento del card. Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano. Secondo il vescovo di Pechino, mons. Li Shan, “negli ultimi 60 anni, sotto la guida e gli sforzi congiunti dei fratelli più anziani nella fede, illuminata e guidata dallo Spirito Santo, la Chiesa cattolica cinese ha eletto 203 vescovi. I vescovi hanno sempre custodito il tesoro della fede, fedeli alla Chiesa ‘una, santa, cattolica e apostolica’, hanno lavorato tanto e testimoniato la fede, contribuendo in modo cruciale alla missione pastorale e di evangelizzazione della Chiesa cinese”.
Per questo, ha continuato il vescovo di Pechino, “siamo felici che molti problemi, creati soprattutto dalla difficile situazione internazionale del tempo e non da divergenze religiose, siano oggi risolti: il 22 settembre 2018, grazie ai grandi sforzi di dialogo delle due parti, la Cina e la Santa Sede hanno firmato un Accordo provvisorio sulle nomine episcopali, che porta la totalità dei vescovi cinesi nella comunione con il Papa e con la Chiesa universale. Questo è stato il desiderio di molti papi ed è anche il nostro desiderio. Attraverso il dialogo è stato costruito un ponte di pace che ha abbattuto un muro durato quasi settanta anni”.

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