Fraternità e dialogo: Enzo Bianchi (Bose), “la fraternità è un’esigenza urgente per gli uomini”

“Viviamo in un momento in cui anche quella grande convergenza ecumenica nata dal Vaticano II oggi è molto contraddetta. Anche tra le Chiese ortodosse quella comunione tra loro è minacciata e noi cattolici ne soffriamo, portando questo dolore rispettando il loro cammino senza intervenire. Così come fa Papa Francesco tendendo la mano e dimostrando il servizio di comunione che il successore di Pietro fa”. Queste le parole di Enzo Bianchi, fondatore della comunità monastica di Bose, intervenendo a Bari, nella basilica di San Nicola, al convegno “L’arte dell’incontro nella comunità credente”, organizzato dall’Istituto teologico ed ecumenico San Nicola di Bari. “Questa è la fraternità – dice – che è il tema sotto il quale Papa Francesco porta avanti l’ecumenismo. Un ecumenismo tra le Chiese e come dialogo con l’umanità. E di fraternità oggi c’è tanto bisogno”. Bianchi allora analizza il tema dell’incontro attraverso il concetto di fraternità: “Un’esigenza urgente per gli uomini ma della quale noi cristiani possiamo essere portatori di testimonianza. La fraternità non ha ricevuto l’attenzione primaria che sarebbe stata necessaria affinché libertà e uguaglianza fossero affermate come fondamento. Per questo la fraternità riguarda i limiti della nostra umanità. Cioè il potere di riconoscere l’altro come fratello”. Citando Papa Francesco, il quale afferma che la fraternità rimane la promessa mancata della modernità, Bianchi rimarca come essa sia “davvero un nuovo orizzonte, e detto in una basilica come questa, deve essere una frontiera che voi dovete tenere presente e che deve entrare nel ministero che questa Chiesa è luogo ed eloquenza”.

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