Save the Children: Tesauro (presidente), “una missione scomoda e impopolare”

“Save the Children ha iniziato la sua attività con una missione scomoda e impopolare. Ancora oggi, come è accaduto cento anni fa, vogliamo difendere i figli dei nostri nemici, perché la sofferenza di un bambino non può mai avere confini, né geografici e né politici. Qualunque sia la nazionalità, il genere, la religione o il colore della pelle, nessun linguaggio è più universale del pianto di un bambino e per questo è necessario riscoprire il senso della comune appartenenza umana”. Lo ha detto oggi al Museo “MAXXI” di Roma Claudio Tesauro, presidente di Save the Children Italia, intervenendo alle celebrazioni per i cento anni dell’organizzazione. “Tutti i bambini, indipendentemente da dove siano nati e da quale sia la loro origine, debbano ricevere un’educazione che consenta loro di aspirare a un futuro migliore – ha affermato Tesauro -. Quell’istruzione, semplicemente che ognuno di noi vuole dare ai propri figli, nella consapevolezza che il regalo più bello che si può dare a un bambino è una formazione completa per una crescita che tenga conto delle sue ambizioni”. Infine, dal presidente di Save the Children Italia un augurio, ovvero che questo sia “il primo e ultimo centenario dell’organizzazione”: “Speriamo che fra cento anni nel mondo non ci sia più bisogno di Save the Children per tutelare i diritti dei bambini”.

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