Pastorale salute: minori e dipendenze. Squillaci (Fict) sui coffee shop, “il problema non è la sostanza ma la persona”

Chiudere i coffee shop, i negozi che vendono la cannabis, non argina la dipendenza dei giovani secondo Luciano Squillaci, presidente Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict). “Il problema – ha detto al Sir, a margine della tavola in corso al convegno di Caserta – non è la sostanza ma la persona. Serve agire sulla domanda non sull’offerta. I coffee shop così come le fiere che ci sono state e ci saranno sono messaggi negativi fuorvianti e pericolosi quindi se si chiudono sono felice perché tendono a normalizzare qualcosa che non è normale. Detto questo, credo che le priorità sono più legate alle persone che alla sostanza”. Qual è la risposta vincente allora? “La creazione di percorsi di prevenzione e educativi strutturati che vuol dire promozione del benessere – ha risposto –. È inutile battersi il petto quando accadono le tragedie. Bisogna intervenire a monte, restituendo le risorse e il senso della dignità di persone. Necessari sono i servizi specifici per minori con problemi di dipendenza. I negozi che vendono cannabis non rappresentano il problema principale”.

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