Pastorale salute: malattie neurogenerative. Costa (Univ. Cusano), “mantenere l’attività sociale e cognitiva per garantire continue le capacità di cambiamento”

“Importante è mantenere la nostra attività sociale e cognitiva per garantire continue le capacità di cambiamento. La stimolazione psicosociale è fondamentale”. Così Alberto Costa, psicologo e professore associato all’Università Niccolò Cusano di Roma, sul tema dell’invecchiamento e delle malattie neurogenerative al centro di una delle sessioni tematiche del convegno nazionale della Pastorale della salute della Cei, questo pomeriggio a Caserta. “Lo stress non è di per sé un elemento negativo – ha aggiunto -. Quando diventa eccessivo lo stress supera le capacità di risposta del sistema e gli effetti sono deleteri. In termini di prevenzione possiamo fare molto per migliorare le nostre capacità di gestire lo stress”. “Un cervello con maggiore riserva cognitiva ha una maggiore resilienza e mantiene le funzioni cognitive attive”. Una delle malattie neurogenerative più diffuse in Italia, il Parkinson, “non pone limite alla sopravvivenza ma copre un ampio raggio dell’età avanzata e esordisce negli anni di passaggio fra l’età adulta e la vecchiaia”, ricorda Giovanni Augusto Carlesimo, dirigente medico presso il reparto universitario di Neuroriabilitazione dell’Irccs Santa Lucia di Roma. Sulla demenza semantica, una malattia rara e alternativa all’Alzheimer, ha parlato Gian Daniele Zannino, ricercatore del Santa Lucia. “La semantica è la facoltà che ci consente di distinguere delle categorie nell’ambiente. Grazie alla memoria semantica si riconoscono gli oggetti. Nella demenza semantica c’è il disfacimento della competenza di riconoscere le categorie. Nei pazienti, la gravità del deficit cambia a seconda dal tema del discorso perché se è totalmente sconosciuto la persona non sa dire nulla”.

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