Pastorale salute: hi tech e sanità. Battimelli (Amci), “criteri per trattamenti tecnologici su valutazione clinica e non calcolo”

Anche le nuove tecnologie in sanità sono state al centro di una tavola tematica all’interno del convegno organizzato dalla pastorale per la salute a Caserta. “Le tecnologie biomediche sono la nuova religione immanente”, ha commentato Giuseppe Battimelli, vice presidente della associazione medici cattolici italiani (Amci) per il Sud. “Le tecnologia ha messo in campo delle domande che prima erano meno evidenti. Ci troviamo in una società postmortale dove l’invecchiamento è di là da venire oppure la gravidanza è estremamente medicalizzata perché ormai viene vista come una malattia”. Anche i documenti della Chiesa parlano di tecnicismi abusivi: “quando non si tiene conto della proporzione e ordinarietà delle cure – ha osservato -. I casi più recenti sono quello del piccolo Charlie. La medicina a volte ammalia come grande potere tecnologico e poi abbandona perché dice che è meglio staccare la spina”. Il progresso tecnologico è un’opportunità? “Sì – ha risposto – ma ci sono dei temi di bioetica da non tralasciare. “Le macchine stanno imparando a scegliere gli embrioni che meritano di essere scartati o essere impiantati”, ha ricordato Battimelli. “I criteri per iniziare o sospendere un trattamento altamente tecnologico salvavita dipendono da una valutazione rigorosamente clinica di appropriatezza. Non dalla disponibilità, dall’età del paziente o dal calcolo economico”, ha concluso.

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