Pastorale salute: Elisei (Serafico), “neuroscienze dimostrano che siamo umani perché sentiamo l’altro e ci immedesimiamo”

“L’ipertrofia dell’io di oggi non fa creare una relazione con l’altro”. A sostenerlo è Sandro Elisei, direttore sanitario dell’Istituto Serafico di Assisi, nella tavola dedicata alla custodia del creato per una salute integrale, nell’ambito del convegno organizzato dall’Ufficio nazionale di Pastorale della salute della Cei. “I neuroni specchio – ha spiegato – hanno la capacità di stimolarsi quando vediamo compiere un’azione e anche quando non vediamo concluderla”. L’importanza di questi dati per l’attività clinica è fondamentale: “la ricaduta è sull’ambiente, che si instaura sul rapporto di cura – ha commentato -. I neuroni specchio mettono in evidenzia che il noi viene prima dell’io. Le neuroscienze dimostrano che siamo umani perché sentiamo l’altro e ci immedesimiamo”. Ma c’è di più: “tutti gli operatori sanitari devono avere la consapevolezza che anche dentro di loro alberga la possibilità di malattia. Per entrare in empatia bisogna saper fronteggiare l’omologa situazione dentro di noi. Per esempio, se una madre dimentica di avere una figlia dentro di sé crederà di essere perfetta e vedrà i figli maleducati. Similmente, nel rapporto medico-paziente, se la persona non guarisce, l’operatore dirà di aver provato tutto”. “Partendo dalla scoperta dei neuroni specchio – ha concluso – abbiamo capito che la relazione rappresenta una fonte per l’ambiente di cura”.

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