Pastorale salute: denatalità. Mancini (Mpv Napoli), “siamo arrivati alla paura del per sempre e della genorialitalità”

“È più facile adottare un cagnolino che decidere di essere genitori perché si ha paura del figlio. La vittima più forte di questo inganno è la donna”. Lo ha detto Paola Mancini, presidente del Movimento per la vita di Napoli, durante la tavola tematica sulla natalità all’interno del convegno nazionale della Pastorale della salute in corso a Caserta. “Per 30 anni hanno esaltato tutto ciò che ha distaccato la donna dalla maternità. Andrebbe invece detto alla donna che gli altri ci sono ad accompagnarla nella maternità. Nell’atto creativo, la donna diventa co-creatore insieme a Dio. Questo però si è messo in ombra. Il Movimento per la vita porta avanti questa dimensione e si pone a fianco della donna che si sente sola davanti a un figlio inatteso. La denatalità e il rifiuto del figlio e della dimensione del sacrifico è un dato di fatto. Trionfa l’individualismo e l’edonismo. Siamo arrivati alla paura del per sempre e della genorialitalità. Certo – ha commentato – la soluzione non sono gli assegni ma bisogna lavorare sul cuore delle persone e ribadire cosa significa la nascita di un figlio. La donna non deve scegliere fra un figlio e la carriera, deve fare entrambi. Abbiamo il coraggio di dire alle donne che la cosa più bella oggi è avere un figlio”. “Noi stamattina siamo stati sul Tabor, abbiamo visto il Dio della vita, siamo stati illuminati dalla grazia della bellezza della vita. Noi dal Tabor dobbiamo però scendere e incontrare la realtà – ha concluso -, andiamo controcorrente”.

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