Hospice: Zaninetta (Domus Salutis), “le palliative devono iniziare con un percorso relazionale”

Definire le priorità nelle cure palliative è stato uno dei temi al centro della sessione dedicata agli hospice al Convegno Cei di Caserta. “Bisognerebbe credere con realismo nell’importanza delle cure domiciliari e mettere in atto una strategia per cui le cure passino da un ruolo passivo a uno attivo”, ha detto al Sir Giovanni Zaninetta, responsabile dell’Hospice Domus Salutis di Brescia: “Gli hospice – ha aggiunto – ricevono i pazienti che, per esempio, i reparti oncologici, pensano abbiano bisogno di queste cure”. Ma “le palliative devono iniziare con un percorso relazionale. Per affrontare una relazione su un tema così critico come il morire, occorre del tempo e altri fattori che non sono comprimibili”. Altra priorità individuata nel dibattito, è la creazione di un servizio dedicato alle cure palliative in tutte le strutture ospedaliere: “Oggi se andiamo in un reparto di medicina generale – ha ricordato Zaninetta -, probabilmente i due terzi dei degenti avrebbe bisogno di cure palliative. Non perché sono morenti ma perché sono in una situazione tale che, insieme alle terapie, avrebbero bisogno di una valutazione palliativa e poi di una dimissione protetta affinché si continui a casa la cura”. Anticipare l’entrata in hospice e quindi l’interruzione del ricovero in ospedale avrebbe un peso significativo anche sui costi di gestione della sanità pubblica: “La spesa minore è documentata, così come migliora la qualità della vita del malato”.

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