Diritti dei morenti: Falà, “un manifesto interreligioso che sostiene la vita fino alla fine”

Presentato oggi il Manifesto interreligioso dei diritti del morente, all’interno del convegno della pastorale della salute della Cei. L’elenco degli attori che hanno partecipato al documento è lungo e contempla le principali religioni professate in Italia: il Vicariato di Roma, la Chiesa evangelica, la Chiesa avventista, l’Unione della comunità ebraica, l’Unione buddisti italiani, l’Unione induista italiana, il Centro islamico culturale d’Italia – Grande moschea, l’Istituto buddista Soka ga kai, e la Diocesi ortodossa romena in Italia. “Il manifesto – ha spiegato al Sir Maria Angela Falà, presidente del tavolo interreligioso di Roma – è diviso in nove punti e riguarda il rispetto della persona e il sostegno affinché possa esprimere la propria fede, supportato dai familiari o da un referente religioso, anche nei momenti finali della vita. Quello che ci unisce è la convinzione che siamo vivi fino alla fine e che la vita deve essere degna. Fino alla fine bisogna avere il diritto alla fede, al sostegno della famiglia, di un mediatore culturale ed infine il dovere di rispettare il diritto di tutti: del paziente, della famiglia e degli operatori sanitari”. “Nel manifesto – ha aggiunto – si ricorda che le strutture sanitarie devono assumere l’impegno di informare della possibilità di avere un referente spirituale e di formare gli operatori sanitari”. Il comitato promotore del manifesto è formato da: il tavolo interreligioso di Roma, il Gemelli medical center, l’università Cattolica del Sacro Cuore e la Asl Roma1. Il manifesto è il primo passo, come ha precisato Falà: “Ci aspettano le linee guida e la formazione. L’obiettivo è creare dei percorsi formativi con il sostegno degli ordini professionali”.

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