Diocesi: Venezia, morto il diacono Fiorin mentre si recava a convegno Pastorale della salute a Caserta

Lutto nella diocesi di Venezia. Nella tarda mattinata di oggi, colpito da un malore mentre era in viaggio fuori Venezia per partecipare al convegno nazionale della Pastorale della salute organizzato dalla Cei, è improvvisamente mancato il diacono Gianfranco Fiorin. Veneziano, ma nativo di Conegliano Veneto (Treviso), avrebbe compiuto tra pochi giorni 79 anni. Legato alla parrocchia della Madonna dell’Orto, era stato ordinato diacono permanente nel 2009 dal patriarca Angelo Scola dopo aver sviluppato una lunga esperienza lavorativa come dirigente in ambito bancario.
Già prodirettore della Caritas diocesana, nel 2013 il patriarca Francesco Moraglia lo ha aveva nominato presidente dell’Opera Santa Maria della Carità (incarico che ricopriva tuttora), l’importante istituzione veneziana eretta nel 1955 dal patriarca Angelo Roncalli, per impegno e volontà soprattutto dell’allora vescovo ausiliare mons. Giuseppe Olivotti, e che si occupa del vasto e delicato campo dei servizi alla persona in ambito socio-sanitario e a favore, in particolare, di chi è in condizione di bisogno e non autosufficienza. In questi anni Gianfranco Fiorin ha seguito con grande passione e lungimiranza lo sviluppo dell’Opera fino all’ultima recente “conquista” di cui era particolarmente fiero: l’avvio dell’ospedale di comunità al Centro Nazaret di Zelarino.
Il patriarca Francesco Moraglia, non appena appresa la triste notizia, lo ha ricordato come “un professionista serio, capace e competente, dotato di senso ecclesiale e spirito di comunione. Figura di sposo e padre esemplare, è stato un diacono sempre disponibile ad andare lì dove era richiesta la sua opera, quale essa fosse. Aveva un bel rapporto con il vescovo, con i preti e gli altri diaconi della diocesi. Nell’Opera Santa Maria della Carità si è impegnato moltissimo, con stile e dedizione, alla ricerca sempre del meglio”. Il patriarca, insieme a tutta la Chiesa di Venezia, si stringe con affetto attorno alla moglie Barbara, “donna forte, che ho sentito poco fa al telefono”, ai figli Caterina, Elisabetta, Giovanni e Maddalena, agli adorati nipoti e a tutti i dipendenti e collaboratori dell’Opera. La data dei funerali non è stata ancora fissata.

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