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Cristianesimo ed Europa: Cagliari, un convegno internazionale alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna | AgenSIR

Cristianesimo ed Europa: Cagliari, un convegno internazionale alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna

“Il Cristianesimo e l’Europa. Radici trinitarie, dignità della persona umana e trasfigurazione del mondo: Guardini, Florenskij, Newman”: è il tema del convegno internazionale che si è svolto alla Pontificia Facoltà Teologica della Sardegna, a Cagliari, il 10 e l’11 maggio. Si è parlato di identità dell’Europa – Europa intesa come una certa “idea” di razionalità e di valori prodotti da quella razionalità – e del ruolo giocato dal Cristianesimo nella formazione di questa identità. Si è parlato del ruolo della Trinità e della persona umana in questa relazione tra pensiero greco/occidentale e pensiero cristiano. Si è discusso di una crisi nell’epoca odierna di questa relazione, e sono state avanzate delle idee per capire meglio tale crisi. Il filo del discorso si è sviluppato su tre autori (teologi e filosofi), vissuti a cavallo tra i secoli XIX e XX, che idealmente attraversano da Occidente a Oriente il Continente europeo: John Henry Newman, Romano Guardini e Pavel Florenskij.
I docenti invitati a parlare di queste figure sono stati: Silvano Zucal (Università di Trento), Andrea Aguti (Università di Urbino), Chiara Cantelli (Università di Firenze), Maurizio Migliori (Università di Macerata), Fortunato Morrone (Istituto Teologico Calabro) e Angelo Bottone (Ucd, Irlanda)..
Hanno concluso i lavori una relazione del card. Angelo Bagnasco, presidente del Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa (Ccee) e i saluti di mons. Arrigo Miglio, arcivescovo di Cagliari. Nel suo intervento, il card. Bagnasco ha posto l’accento sull’attualità del Cristianesimo per questa Europa e sulla fede che la Chiesa stessa ha nell’Europa. “Cristianesimo ed Europa. ‘Se l’Europa si staccasse totalmente da Cristo, allora cesserebbe di essere’ – ha affermato il card. Bagnasco ricordando le parole di Novalis -. Perché Novalis fa un’affermazione così netta? Accenno a tre ragioni. Innanzitutto, perché il Cristianesimo fonda la dignità dell’uomo; la fonda al livello più alto e inviolabile, quello di Dio. È interessante rilevare che le Carte internazionali parlano della dignità umana ma non entrano nel merito del fondamento: lo danno per acquisito, con tutte le conseguenze! In secondo luogo, perché il Cristianesimo si presenta come fede universale che, rivolgendosi alle singole persone, supera i vincoli particolari senza negarli, e permette una comunità universale. Infine, perché la fede cristiana pone l’idea della superiorità della persona sulla natura: la vita dell’uomo non è la vita del cosmo, essa viene direttamente da Dio”.

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