Ambiente: mons. Di Donna (Acerra), “ho scritto al Papa per istituire una Giornata per le vittime innocenti dell’inquinamento”

“Una operazione verità sui dati scientifici è ineludibile e va coordinata da un ente scientifico terzo e indipendente. È troppo semplicistico attribuire tutto agli stili di vita”. Lo ha chiesto mons. Antonio di Donna, vescovo di Acerra, durante la sessione sul tema salute e ambiente del convegno Cei di Caserta. Il vescovo ha dichiarato di aver scritto al Papa per istituire “una Giornata diocesana ma auspicabilmente anche nazionale per le vittime innocenti dell’inquinamento ambientale”. Secondo mons. Di Donna, le patologie correlate all’ambiente sono più gravi del problema del lavoro perché è in gioco la stessa vita delle persone. “L’emergenza ambientale – ha dichiarato – è nazionale e circoscriverla ai territori campani è menzognero”. “La stessa Enciclica Laudato si’ sta avendo una accoglienza ancora troppo tiepida. Quasi fosse una questione minore quella dell’ambiente sollevata dal Papa. Il regionalismo può essere un rischio ulteriore per la frammentazione e la mancanza di una visione di insieme in cui sarà più difficile affrontare le problematiche delle varie terre dei fuochi italiane, dalla Pianura Padana alla Sicilia”. Il vescovo ha esortato i cittadini a diventare sentinelle del territorio e ha chiesto una moratoria per la apertura di nuove attività impattanti sull’ambiente per quei territori dove la sommatoria degli impatti ambientali già presenti è già elevatissima. E ai vescovi ha detto: “Facciano di più: la tutela ambientale e della salute non è una fisima di qualcuno. L’educazione ambiente e alla bellezza della Natura vanno inserite nel catechismo”.

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