Giulia di Barolo: suor Lo Parco, “oggi sarebbe una ‘influencer’ attiva’

(da Torino) “Giulia di Barolo non si pone nell’aut aut ma nell’et et. È cerniera tra sfera ecclesiale e civile. Da donna credente non ha separato, piuttosto ha unito, ha creato sinergie, corresponsabilità nel salotto del suo palazzo come negli uffici pubblici e curiali”. Così suor Grazia Lo Parco – delle Figlie di Maria Ausiliatrice, storica della Pontificia università Auxilium di Roma – ha tratteggiato questa mattina la figura della Marchesa di Barolo nell’ambito del convegno “Giulia di Barolo, un carisma per oggi. La generatività è il genio femminile nella Chiesa e nella società”, organizzato dall’Opera Barolo. “Giulia è una laica fondatrice che non rinuncia all’appartenenza aristocratica, non diventa religiosa, superiora, ma usa le risorse eccezionali di cui dispone al pari di ben poche altre, per agire a favore di chi non aveva voce”, ha continuato Lo Parco. “Giulia va oltre la beneficenza tradizionale, pur generosa. Si espone, pur restando al centro di una rete di conoscenze d’élite. Oggi diremmo che Giulia è una influencer attiva”. Suor Lo Parco ha ricordato anche come il tema della misericordia sia “una chiave di lettura imprescindibile per non fraintendere il suo impegno sociale”. Tanto caro “al punto da chiedere a don Bosco di scrivere un libretto nel 1846” sull’Esercizio della devozione alla Misericordia di Dio da diffondere non solo nelle sue opere, ma anche nelle parrocchie. “Molto si può scavare nell’esperienza femminile della Barolo in dialogo tra uomini di Chiesa e uomini di potere – ha concluso suor Lo Parco -. Lei ha usato il potere per servire le persone più svantaggiate, le donne, le più povere tra i poveri. Il potere vissuto come servizio, come ministero, in chiave evangelica. Per servire e non per servirsi delle persone”.

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