Argentina: i “curas villeros” festeggiano i 50 anni e ribadiscono il loro impegno attraverso un decalogo

I “curas villeros” della città e della provincia di Buenos Aires festeggeranno domenica con una messa nella parrocchia di Cristo Obrero nella Villa 31 il 50° anniversario della creazione del gruppo di sacerdoti per le Villas della città di Buenos Aires e il 20° anniversario della traslazione del corpo di padre Carlos Mugica al barrio di Retiro. In questa occasione i circa 35 sacerdoti, insieme al vescovo ausiliare di Buenos Aires mons. Gustavo Carrara, annunceranno formalmente la formazione del “Gruppo di sacerdoti per le Villas della città e della provincia di Buenos Aires” e pronunceranno una dichiarazione d’impegno. Si tratta di un vero e proprio decalogo, nel quale i “curas villeros” affermano che il loro modo di essere è costituito dalla “vicinanza, amicizia, preghiera e lavoro pastorale” e che, come scrive il Papa, “la realtà è superiore all’idea”.
Si impegnano, inoltre, a favorire “la cultura dell’incontro”, anche con i numerosi stranieri che vivono nelle Villas, ribadiscono la propria “opzione preferenziale” per i bambini e i giovani che vivono cammini di prevenzione e recupero, e chiedono un maggiore intervento da parte dello Stato. “Intendiamo le nostre parrocchie come ospedali da campo. Ci proponiamo di essere comunità che si organizzano intorno alla misericordia – si legge nel decalogo -. E a partire da questi luoghi, seguendo Francesco, ci opponiamo alla liberalizzazione della droga e a qualsiasi altra legge che incrementi la vulnerabilità dei nostri giovani”. Il documento ribadisce che “la fonte della nostra missione è la religiosità popolare, con tutto il suo potenziale di santità e giustizia sociale”, e che “la nostra opzione è di guardare con gli occhi della fede alla realtà, partendo dai poveri e con i poveri”.

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