Vos estis lux mundi: card. DiNardo (vescovi Usa), “darà potere alla Chiesa di consegnare alla giustizia tutti i predatori”

(da New York) “Riceviamo il Motu proprio ‘Vos estis lux mundi’ come una benedizione”. Lo ha dichiarato il presidente della Conferenza episcopale americana, card. Daniel DiNardo, commentando il documento di Papa Francesco in risposta agli abusi sessuali. Il Motu proprio, per DiNardo, “darà potere alla Chiesa di consegnare alla giustizia tutti i predatori, a prescindere dal grado che detengono nella gerarchia ecclesiale”, e stabilirà un percorso e un tempo di guarigione spirituale. Il presidente dei vescovi Usa ha molto apprezzato l’istituzione di sistemi di segnalazione facilmente accessibili, l’utilizzo di standard chiari per il sostegno pastorale delle vittime e delle loro famiglie, la tempestività e l’accuratezza con cui verranno effettuate le indagini e il coinvolgimento attivo dei laici. Infine non poteva mancare il plauso allo spazio d’azione lasciato alle Conferenze episcopali nazionali che hanno molta esperienza della realtà locale e possono agirvi concretamente. Proprio questo spazio di autonomia non definito, era stato uno tra i dibattiti più accesi durante la sessione invernale della Conferenza episcopale. Il cardinale sottolinea poi la responsabilità dei vescovi, emersa in maniera lampante nel documento dove tra l’altro si spiega che le coperture dei crimini o l’abuso di autorità messo in atto per coprire reati sessuali saranno a carico dei presuli chiamati a guidare una diocesi.

Le prassi messe in atto negli Stati Uniti fin dal 2002, con “il coinvolgimento delle vittime, la tolleranza zero, la denuncia di accuse alle autorità civili e le competenze laicali nei comitati di revisione”, consentiranno per DiNardo di passare all’azione secondo le istruzioni offerte dal Santo Padre senza dimenticare “l’abbraccio delle dolorose esperienze dei sopravvissuti”. DiNardo ha annunciato che le linee operative per garantire l’attuazione del Motu proprio saranno presentate durante la sessione estiva della Conferenza episcopale, il prossimo giugno.

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