Papa Francesco: alle superiori generali, “multiculturalismo e internazionalizzazione non sono minaccia ma nuova possibilità”

Papa Francesco ha espresso la sua preoccupazione per il fatto che in alcuni Istituti religiosi “il multiculturalismo e l’internazionalizzazione non sono visti come una risorsa, ma come una minaccia e sono vissuti come un conflitto, invece che come nuove possibilità che mostrano il vero volto della Chiesa e della vita religiosa e consacrata”. Lo ha fatto nel discorso consegnato alle 850 religiose dell’Unione internazionale superiore generali (Uisg), provenienti da oltre 80 Paesi, ricevute in udienza a conclusione della loro Assemblea Plenaria. Nel testo, il Papa chiede alle superiore degli Istituti “di aprirsi alla nuova caratteristica dello Spirito, che soffia dove vuole e come vuole e che prepara le generazioni di altre culture ad assumersi la responsabilità”, considerando “l’internazionalizzazione dei loro Istituti come una buona notizia” e il “cambiamento del volto delle comunità con gioia, e non come un male necessario per la conservazione”. “Internazionalità e interculturalità non possono tornare indietro”, ha osservato il Santo Padre, per il quale “la via della vita consacrata, sia maschile che femminile, è la via dell’inserimento ecclesiale”. “Al di fuori della Chiesa e in parallelo con la Chiesa locale, le cose non funzionano”, ha rilevato il Pontefice che ha invitato a prestare “grande attenzione alla formazione permanente e iniziale e alla formazione di formatori, capaci di ascoltare e accompagnare, di discernere, andando incontro a coloro che bussano alle nostre porte”.

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