Papa Francesco: alle superiore generali, “non abbiate paura di essere poche”. No ad “autoreferenzialità” ed “eserciti chiusi”

“Non abbiate paura di essere poche, insignificanti, e non smettete di essere luce per tutti coloro che sono immersi nella notte oscura della storia”. È stato questo l’incoraggiamento che Papa Francesco ha rivolto alle 850 religiose dell’Unione internazionale superiore generali (Uisg) ricevute in udienza in Vaticano al termine della loro 21ª Assemblea plenaria. La vita consacrata, “come ogni altra realtà della Chiesa, sta attraversando un periodo delicato e difficile”, ha ammesso il Papa senza nascondere che “di fronte al declino numerico sperimentato dalla vita consacrata, in particolare quella femminile, la tentazione è quella di scoraggiamento, rassegnazione o ‘arroccamento’ in ciò che è sempre stato fatto in questo modo”. Eppure, è necessario continuare ad essere “fermenti ovunque e con chiunque, anche se apparentemente ciò non porta loro benefici tangibili e immediati”, ha esortato il Santo Padre nel discorso consegnato ai presenti. “Non bisogna cedere mai alla tentazione dell’autoreferenzialità, di diventare ‘eserciti chiusi’”, è stato l’invito del Papa che ha chiesto di “sviluppare la fantasia della carità e vivere la fedeltà creativa ai carismi”. “Senza perdere la memoria, occorre vivere il presente con passione”, evitando “il ‘restaurazionismo’” che “molti danni ha creato alla vita consacrata e alla Chiesa”. “Anche nel mezzo delle prove che stiamo attraversando, bisogna vivere la consacrazione con gioia”, ha rilevato il Papa, per il quale “questa è la migliore propaganda vocazionale”.

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