Europa: Tognon, “la mentalità dell’azzardo si è impadronita di tutte le nostre vite”

(da Assisi) “La mentalità dell’azzardo si è impadronita di tutte le nostre vite”. Ne è convinto Giuseppe Tognon, professore ordinario all’Università Lumsa, intervenuto ieri sera, ad Assisi, al Convegno Cei #ComunitàConvergenti. “L’azzardo distrugge qualsiasi abitudine, e noi abbiamo perso l’abitudine alla paura”, ha spiegato il relatore riferendosi non alla paura dei singoli, ma alle paure collettive, come quelle della guerra: “Non riusciamo più ad avere un’etica della paura, che serve a sviluppare alcune virtù essenziali. Il problema non è non ricordare la guerra: è che non si ha paura, si hanno altre paure, ma non paure collettive”. “Alla base di ogni convivenza c’è un tasso profondo di violenza, e noi abbiamo perso ogni intelligenza sulla violenza, cioè ogni capacità di regolarla, mitigarla, viverla in un certo modo”, la tesi di Tognon, che ha citato il mito di Europa, alla base del quale c’è appunto il ricordo di una violenza. La soluzione, si è chiesto Tognon, è quella proposta da Rod Dreher in “The Benedikt option”, e cioè che l’unica strategia per i cristiani, in una nazione post-cristiana, è quella di “tornare all’opzione Benedetto, via da Roma, per costruire comunità lontane e ripartire per un nuovo umanesimo?”. “Non ce la possiamo permettere”, la risposta: “Siamo tanti, ricchi, angosciati, non si raddrizza l’Europa con questa opzione”. Come scrive Dietrich Bonhoeffer ne “La vita comune”, “solo nella comunità che è profondamente delusa per cose spiacevoli la vita comune incomincia ad essere ciò che deve essere davanti a Dio”. “Questo, allora, è un buon momento”, ha concluso Tognon: “È quando ci si trova delusi che si può cominciare a superare la violenza di cui siamo noi stessi portatori. La vita comune è per i cristiani una cosa altamente spirituale, non semplicemente conveniente”.

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