Casal Bruciato: comunità di base S. Paolo fuori le mura, “stop razzismo e violenza. Famiglie rom e soggetti più deboli ne pagano il prezzo”

La comunità cristiana di base di san Paolo fuori le mura (Roma) denuncia con forza che la situazione sociale della città è ormai “contrassegnata dalla violenza che è cresciuta sul degrado e l’ingiustizia che i romani vivono ormai da anni”. “Già in passato, più volte – si legge in una nota diffusa oggi -, sulle tracce della lettera pastorale dell’Abate di san Paolo fuori le mura Giovanni Franzoni, abbiamo indicato la violenza classista che si manifesta nelle grandi diseguaglianze abitative presenti in Roma: dai campi rom agli esclusivi quartieri presenti nelle zone di pregio della città. Una serie di amministrazioni assenti o conniventi coi gruppi di potere che hanno gestito il Comune hanno avuto come esito il prevalere del razzismo egoista, un’illegalità diffusa alimentata dal clientelismo, un intollerabile clima di violenza creato da bande criminali che, sotto le insegne di forze politiche, godono di connivenze ingiustificate persino fra le forze del governo del Paese”. “Le famiglie rom, come tutti i soggetti più deboli, pagano il prezzo più alto di questo clima – prosegue la nota -. Non basta certo il gesto di un giorno di solidarietà della sindaca, pur apprezzabile per il coraggio dimostrato in questa occasione, per cancellare la realtà di una amministrazione che si era proposta come elemento di rottura coi poteri che avevano governato i destini della città”. La comunità cristiana di base di san Paolo ribadisce ancora una volta che “la lotta contro la marginalità urbana è parte integrante e necessaria del nostro impegno per la giustizia; tutti gli uomini e le donne di questa città che credono nel dovere di ridare umanità al volto della città si uniscano nella denuncia e nella lotta contro la deriva dell’emarginazione di tutte le diversità”.

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