75° Csi: Bosio (presidente), “educare a essere campioni nella vita”. Ineludibile l’alleanza con la Chiesa

“Un’associazione in cammino al servizio degli altri mettendo al centro delle proprie azioni l’accoglienza e la voglia di fare del bene” per “educare i giovani ad essere campioni nella vita”. È l’identikit del Csi, tracciato dal suo presidente nazionale Vittorio Bosio in un’intervista al Sir, alla vigilia delle celebrazioni per il 75° di fondazione (Roma, 10-12 maggio). Di fronte ad uno sport spesso ferito da corruzione, violenza, doping, razzismo, quale testimonianza può offrire il Csi? “Ai miei dirigenti, allenatori, animatori, arbitri – risponde il presidente – dico sempre che dobbiamo fare poche prediche e testimoniare con l’esempio quello che siamo. Solo con la testimonianza possiamo mostrare ai giovani la bellezza di uno sport pulito e proporre modelli buoni contro i messaggi legati ad agonismo esasperato, guadagno o successo”. Ineludibile l’alleanza con la Chiesa alla quale il Csi chiede “accompagnamento attraverso gli assistenti” e “i sacerdoti che si occupano dei ragazzi nelle parrocchie”. “Mettersi in gioco e fare educazione oggi non è facile – spiega -, la sconfitta è sempre dietro l’angolo ma dobbiamo fare rete. Da solo, nessuno è in grado di elaborare un vero progetto educativo per i ragazzi. Insieme potremo ottenere anche oggi grandi risultati”. E sulle parole che dirà al Papa: “Ci ho pensato molto ma penso dirò poco perché non sono importanti le mie parole ma quello che lui ci dirà. Gli dirò chi siamo, che cosa stiamo facendo e gli chiederò se la strada intrapresa e percorsa in questi 75 anni è ancora valida per i prossimi 75 anni. Ci aspettiamo molto dalle sue indicazioni”.

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