Ospitalità: suor Melone (Univ. Antonianum), l’incontro fra san Francesco e il sultano “non è andare verso la morte”

“Se fosse stato il martirio il motivo dell’incontro con il sultano, Francesco sarebbe stato un grande mistificatore senza un vero interesse per l’interlocutore e la possibilità di ascoltarlo”. Lo ha detto suor Mary Melone, rettore della Pontificia Università Antonianum, durante il convegno dal titolo “Pensare l’ospitalità tra storia e attualità”. Il martirio nella Legenda maior, la biografia di san Francesco scritta da Bonaventura da Bagnoregio, “è messo in relazione con la perfezione della carità, è la modalità più appropriata di donare sé. Bonaventura precisa che è l’ardore della carità a sostenere la spinta verso il martirio. Il testo riserva una sorpresa: è la carità che infiamma e incendia. Da questa fiamma scaturisce il desiderio del martirio. Ciò che progredisce è la piena trasformazione di Francesco in Dio, iniziata con la conversione. Non stupisce che l’itinerario di confermazione sia motivo dominante dell’opera di Bonaventura. Il cammino si fa chiaro nel capitolo nono che introduce alle stigmate. L’idea chiave è proprio nel legame di reciprocità fra Cristo e Francesco. L’immagine del fuoco esprime l’azione dell’amore sull’uomo e consente di dargli una forma nuova”. “Il desiderio per Bonaventura è tensione, una potente forza di orientamento verso Dio”. “Il desiderio di martirio – ha proseguito – rappresenta l’oltre, la piena comunione con Cristo. Al dono di Cristo, morto per gli uomini, Francesco risponde con la vita. Il significato autentico del martirio sta in questa reciprocità. Il desiderio di martirio è la forma di restituzione dell’amore del santo. Senza una corretta comprensione del desiderio di martirio il significato dell’incontro fra Francesco e il sultano è compromesso. È svincolato infatti dalla visione riduttiva dell’andare incontro alla morte mentre è inserito nell’amore per gli uomini che muove Francesco”.

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