Intelligenza artificiale: Linee guida Ue. “L’uomo al centro”. Commissione detta sette “principi fondamentali”

(Bruxelles) Nelle Linee guida sull’Intelligenza artificiale (Ia) la Commissione Ue – che ha avviato un percorso di medio periodo in tale ambito – segnala la necessità di una intelligenza artificiale “affidabile” e “antropocentrica”. Sette i principi fondamentali in tale direzione. Primo: “Azione e sorveglianza umane”, ovvero i sistemi di Ia “dovrebbero promuovere lo sviluppo di società eque sostenendo l’azione umana e i diritti fondamentali e non dovrebbero ridurre, limitare o sviare l’autonomia dell’uomo”. Secondo punto: “Robustezza e sicurezza”. Per una Ia “di cui ci si possa fidare è indispensabile che gli algoritmi siano sicuri, affidabili e sufficientemente robusti da far fronte a errori o incongruenze durante tutte le fasi del ciclo di vita dei sistemi di Intelligenza artificiale”. Terzo: “Riservatezza e governance dei dati”, nel senso che i cittadini “dovrebbero avere il pieno controllo dei propri dati personali e nel contempo i dati che li riguardano non dovranno essere utilizzati per danneggiarli o discriminarli”. Quarto: trasparenza, cioè garantire la tracciabilità dei sistemi di Ia. Quinto elemento: “Diversità, non discriminazione ed equità”. I sistemi di Ia dovrebbero tenere in considerazione “l’intera gamma delle capacità, delle competenze e dei bisogni umani ed essere accessibili”. Sesto: “Benessere sociale e ambientale”, utilizzando i nuovi sistemi per promuovere i “cambiamenti sociali positivi e accrescere la sostenibilità e la responsabilità ecologica”. Infine: “Responsabilità intesa anche come accountability”; “dovrebbero essere previsti meccanismi che garantiscano la responsabilità e il controllo dei sistemi di Ia e dei loro risultati”.
La commissaria Ue al digitale, Maryia Gabriel, ha spiegato: “Al centro si trova l’uomo. È l’uomo che domanda, questo è l’approccio europeo”. La Commissione intende promuovere a livello internazionale l’approccio “antropocentrico” relativo all’etica dell’Ia, “perché le tecnologie, i dati e gli algoritmi non conoscono frontiere”. Per questo la Commissione “rafforzerà la cooperazione con i partner che condividono gli stessi principi, come il Giappone, il Canada e Singapore, e continuerà a partecipare attivamente alle discussioni e alle iniziative internazionali, anche a livello di G7 e G20”. Da giugno partire una nuova fase pilota, in cui saranno coinvolti i Paesi membri, gli istituti di ricerca, imprese di altri Paesi e organizzazioni internazionali.

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