Azzardo: in Italia 18 milioni di giocatori, 1 milione i ludopatici. Occorre coordinamento fra le istituzioni

In Italia il gioco d’azzardo è una piaga estesa e costituisce uno spazio che fa gola alla criminalità organizzata. Il punto sulla situazione è stato fatto oggi a Torino, nel corso dell’incontro “Azzardo. Fra legislazione nazionale, regionale e regolamentazione degli Enti locali”, organizzato al Sermig dalla Consulta nazionale antiusura con la Fondazione San Matteo.
Bastano pochi numeri per capire il fenomeno. Nel nostro Paese sarebbero 18 milioni le persone ad aver giocato d’azzardo almeno una volta all’anno, mentre un milione ha una dipendenza pari a quella delle droghe. Fra i ragazzi con 14-17 anni, i giocatori saltuari sarebbero 700mila e 70mila quelle affetti da ludopatia. Il costo del fenomeno – in termini sociali ed economici – è molto più alto degli 8-10 miliardi che lo Stato ricava dal gioco a fronte di una raccolta di oltre 100 miliardi.
Nel corso dell’incontro è stato sollevato il tema della difficoltà dei controlli e del contenimento dell’azzardo. “Di fronte a una piaga di questa portata – ha detto per esempio la sindaca di Torino, Chiara Appendino – stupisce che quando un sindaco affronta la questione si parli di proibizionismo e si dica che poiché il gioco online non è controllabile, tanto vale non fare nulla”. Mentre per il prefetto di Torino, Claudio Palomba, occorre una “convergenza degli interventi fra le diverse istituzioni”. Il problema sta infatti nelle coordinamento delle istituzioni. In Piemonte, per esempio, esiste da qualche mese una legge regionale che impone distanze di sicurezza fra i luoghi del gioco e le realtà sensibili come le scuole che in qualche modo contraddice, però, la volontà dello Stato di “fare cassa”.
Ma c’è anche dell’altro. Oltre agli aspetti patologici, infatti, Raffaele Cantone, presidente dell’Anac, ha ricordato come nel gioco d’azzardo vi sia un “rischio molto serio sul piano dell’infiltrazione criminale nell’economia”. Rischio provocato dalla mole ingente di denaro che circola attorno al gioco d’azzardo. “Il fenomeno – ha detto ancora Cantone – è doppiamente preoccupante perché i cittadini possono finire, attraverso meccanismi truffaldini, nelle mani di organizzazioni vicine alla criminalità”.

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