Venezuela: repressione e razionamenti a Maracaibo. Padre Bravo (arcidiocesi) al Sir, “azione brutale”

Continua a essere Maracaibo la città che in Venezuela soffre maggiormente per la repressione governativa e la situazione economica e sociale. Nella capitale del Zulia e nel resto dello Stato i razionamenti del Governo costringono la popolazione a vivere con quattro o cinque ore di luce e corrente elettrica al giorno, dopo gli estenuanti blackout delle scorse settimane. Qui le manifestazioni di sabato scorso sono state represse nel modo più violento. Si è parlato di 200 arresti, il Foro penale ha denunciato 16 detenzioni di politici dell’opposizione, tra cui due deputate, poi liberate.
Dice al Sir padre José Andrés Bravo, direttore del centro diocesano di Studi di dottrina sociale e docente all’Università Cattolica Cecilio Acosta di Maracaibo: “Il regime, non sapendo rispondere con razionalità e con soluzioni valide ai problemi sollevati dal popolo, risponde con la crudele repressione. Sabato nel Zulia è stata brutale, ma anche in altre zone del Paese. La gente non sa come difendersi, vuole solo manifestare la sua opposizione a una dittatura usurpatrice e chiede la cessazione di tale usurpazione, per andare verso la costituzione di un nuovo governo di transizione e poi a elezioni libere e trasparenti. Questo è il sogno, la ragione per la quale lottiamo con sacrifici. Se il regime risponde con la violenta repressione, vuol dire che è in difficoltà, è indebolito e la sua sconfitta è vicina”.
Prosegue il docente: “Come cristiani dobbiamo, pur rischiando, alzare le nostre voci per denunciare e annunciare, ispirati dal Vangelo di Gesù e orientati dalla Dottrina sociale, per dare motivazioni alla lotta di liberazione del nostro popolo venezuelano”. Una missione che deriva dalla necessità di “liberare gli oppressi”, e “non da qualche ideologia e o per conquistare un qualche potere, ma per accompagnare il popolo nel deserto quaresimale, lasciando indietro la schiavitù e cercando una patria libera e prospera, degna della persona umana”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa