Venezuela: card. Porras, “resta al popolo la disobbedienza civile”

I vescovi venezuelani, che martedì scorso avevano ribadito con un comunicato la necessità di un cambiamento in Venezuela, hanno fatto sentire in questo fine settimana la loro voce a fianco del popolo venezuelano, in varie modalità. L’amministratore apostolico di Caracas e arcivescovo di Mérida, card. Balzazar Porras, in un intervento pubblicato sul sito dell’agenzia spagnola Religión Digital, scrive tra l’altro: “Cosa resta alla popolazione? Opporsi a quello che pretende di essere presentato come legge o come ordine pubblico. La disobbedienza civile, ovvero l’opposizione a una legge o a un comportamento ingiusto o eccessivo, al quale non si può obbedire”. Lo stesso cardinale Porras, in un tweet, mostra le immagini della Via Crucis celebrata per le strade di Caracas e commenta: “La Via Crucis della speranza. La forza dell’amore di Dio trasforma e apre cammini di libertà e democrazia. L’oscurità e la morte sono sconfitte dalla forza del bene. Un cambiamento pacifico è possibile solo con valori trascendenti”.

Mons. Fernando José Castro Aguayo, vescovo di Margarita (Sucre), scrive un messaggio in cui denuncia i blackout e la situazione insostenibile della sua popolazione: “Il popolo anela la luce, acqua potabile, legittimità, un governo per il bene comune, pace e armonia”. Il popolo “è castigato perché protesta per i suoi diritti fondamentali. Il mio popolo semplice, che soffre tanto, che piange, che è privo di acqua e luce. I ragazzi del mio popolo non vanno a scuola, non si possono lavare, non hanno la possibilità di spostarsi”. E i “colectivos armati sono il segno di uno Stato fallito e oppressore”, che ha dimenticato il “bene comune”, impegnandosi piuttosto a rafforzare “il male comune”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa