Unione europea: card. Sandri, “politiche poco costruttrici del bene comune”

“Prima che una necessaria revisione del nostro modo come Chiesa di incontrare i giovani o di modulare i programmi pastorali mettendoli al centro, siamo interpellati sulla nostra fede e il nostro annuncio”. Lo ha detto il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nel suo saluto ai sacerdoti dell’Esarcato per i fedeli bizantino-slavi in Repubblica Ceca, a Praga, sabato scorso. Il porporato si è soffermato sul “contesto in cui vive il vostro esarcato e dove si svolge il vostro quotidiano servizio pastorale: una società tra le più pesantemente segnate dalla secolarizzazione in Europa”. “L’identità stessa della vostra attuale comunità è una sfida, dovendo comporre diverse provenienze e nazionalità: cechi, slovacchi, ucraini, all’interno di un panorama europeo che sembra aver smarrito la prospettiva alta dei fondatori, e sopperisce alla mancanza di ideale con politiche più o meno gridate, ma forse poco costruttrici del bene comune nel quotidiano”. Alla luce di ciò, il cardinale invita “senza perdere contatto con la realtà”, a “vedere le opportunità da cogliere in questo contesto e in questo nostro tempo, e il terreno accidentato più come un campo da dissodare e continuare a coltivare con passione perché porti frutto secondo la volontà del Signore”. Consapevole che “le incomprensioni, tutte umane, possono esserci anche all’interno della vita della Chiesa in ogni tempo”, il prefetto ha ribadito che “quando capitano bisogna rimettersi insieme a guardare il volto del Signore Gesù e a desiderare che Lui sia conosciuto”.

 

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