Sir: principali notizie dall’Italia e dal mondo. Libia, Tripoli sotto assedio, a vuoto l’appello Onu. Ruanda, 25 anni fa il genocidio. Vinitaly, un mercato in crescita

Libia: Tripoli sotto assedio, a vuoto l’appello dell’Onu per due ore di tregua

Caos in Libia. Tripoli è sotto assedio da parte del generale Haftar che sgancia missili, sulla periferia, mentre gli Stati Uniti ritirano un contingente e a nulla sono valse le richieste di tregua provvisoria arrivate dall’Onu per permettere di evacuare feriti e civili intrappolati negli scontri tra l’uomo forte della Cineraica e le forze leali al governo di unità nazionale di Fayez al Serraj. Per la prima volta Haftar ha messo in campo i missili Grad lanciati da Garian, la città che controlla 80 km a sud del centro di Tripoli. Un assedio che lascia pensare a un conflitto di non breve durata. Per ora il bilancio degli scontri alla periferia di Tripoli è arrivato a 21 morti e 27 feriti: lo scrive il sito Alwasat citando il portavoce del ministero della sanità, Amin Mohamed al Hashmi.

Ruanda: 25 anni fa il genocidio. Il Paese celebra l’anniversario con 100 giorni di lutto

“Questa è la luce, la luce della commemorazione, la luce della vita”. Con una fiamma accesa e queste parole iniziano i 100 giorni di lutto in ricordo del 25esimo anniversario del genocidio del Ruanda. Tanti furono i giorni in cui la comunità internazionale chiuse gli occhi, mentre gli estremisti Hutu uccidevano un decimo della popolazione: 800mila o forse più persone di etnia Tutsi, ma anche Hutu moderati. Di quel genocidio ancora si sa poco, a partire da chi fu esattamente a colpire l’aereo del Presidente ruandese Juvela Habyarimana che era assieme all’omologo burundese Cyprien Ntariamira la sera del 6 aprile 1994. I due leader, entrambi Hutu, ritornavano dalla vicina Tanzania dove avevano appena firmato un trattato di pace con i ribelli Tutsi del Fronte Patriottico Ruandese (Fpr). Dopo l’attentato iniziò la rappresaglia degli Hutu. La famigerata ‘Radio Télévision Libre des Mille Collines’, nota per fare propaganda razzista contro i Tutsi, ha espressamente dato il via ai massacri, invitando gli ascoltatori a “schiacciare gli scarafaggi”, nome sprezzante dato ai Tutsi.

Migranti: Sea Eye a Malta. “Il tempo peggiora, aiutateci’

Appello della ong tedesca Sea Eye al governo maltese. “Il tempo sta peggiorando, preghiamo mr Joseph Muscat di aiutare l’Alan Kurdi”, si legge in un tweet dell’organizzazione. “Quinto giorno sulla Alan Kurdi – un passaggio del diario di bordo su Twitter -. Speriamo che le menti politiche si rasserenino rapidamente per fare ciò che è umano: proteggere la vita umana”.

Brexit: video della May su Twitter per spiegare cosa succede

Seduta sul divano e sorridente. Dopo il comunicato ufficiale sulla Brexit la premier britannica ha deciso di rivolgersi direttamente al popolo con un video messaggio su Twitter che gli analisti giudicano diverso dai soliti, meno impostato. “Negli ultimi giorni la gente mi ha chiesto che diamine stia succedendo. E lo capisco, perché dopo tutto sono passati tre anni da quando abbiamo votato al referendum”, esordisce la primo ministro nel filmato di 2 minuti che ricapitola gli sviluppi delle ultime settimane e ribadisce la volontà della May di veder approvato il suo accordo dal parlamento così da poter lasciare l’Unione europea nei tempi previsti.

Usa: a 61 anni partorisce una bimba per il figlio gay

“Volevo farlo come un dono di una madre a suo figlio”: così Cecile Eledge, 61 anni, ha commentato la nascita di una bambina concepita in vitro che ha messo al mondo in Nebraska per conto del figlio gay Matthew, sposato con Elliott Dougherty. E’ la prima bambina al mondo partorita da sua nonna, con una fecondazione artificiale che ha coinvolto anche la sorella di Dougherty che ha donato i suoi ovuli. La coppia temeva di non ottenere il permesso di adottare un bambino in quello stato conservatore. Così ha deciso di tentare la fecondazione in vitro.

Vinitaly: mercato in crescita, giro d’affari da 14 miliardi di euro

Il mercato interno del vino made in Italy nel 2018 è cresciuto del 2,8%. Il valore del vino italiano al consumo, in bar, ristoranti e sugli scaffali dei supermercati lungo lo Stivale raggiunge i 14,3 miliardi di euro, per un volume di vino venduto pari a 23 milioni di ettolitri.  E’ la stima completa, presentata in apertura del 53esimo “Vinitaly”, dall’Osservatorio Vinitaly che fornisce la fotografia del Vigneto Italia. Il vino made in Italy conta 650mila ettari, 406 vini a denominazione, 310mila aziende.  Nel confronto tra i top mercati per valore dei consumi, sottolinea l’indagine dell’Osservatorio Vinitaly-Wine Monitor, l’Italia si posiziona al quarto posto dopo Usa, Francia e Regno Unito. Dalla ricerca emerge anche che si beve meno – il 26% di volumi ridotti rispetto a vent’anni fa – ma lo fanno praticamente tutti e in modo più responsabile: la media è di 2-4 bicchieri a settimana, consumati soprattutto in casa (67%) ed è rilevante la quota di tutte le generazioni, con i millennials (18-38 anni) che evidenziano già un tasso di penetrazione pari all’84%.

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