Repubblica Ceca: card. Sandri, “la realtà dell’esarcato sia casa e dimora di comunione, mai di contrapposizione”

“La Chiesa nell’Europa dell’Est ha subito nel secolo scorso terribili persecuzioni, e in particolare anche la comunità greco-cattolica: si è passati attraverso la soppressione, l’incarcerazione di vescovi, sacerdoti e fedeli, alcuni dei quali sono giunti fino al vero e proprio martirio”. Lo ha ricordato il card. Leonardo Sandri, prefetto della Congregazione per le Chiese Orientali, nell’omelia della Divina Liturgia che ha presieduto, ieri, a Praga, nella cattedrale dell’esarcato per i fedeli bizantino-slavi della Repubblica Ceca. “Il popolo santo di Dio, pur nella clandestinità, ha conservato con orgoglio il tesoro prezioso della fede, trasmettendolo e facendolo giungere fino al giorno della liberazione”, ha aggiunto il porporato. Che ha evidenziato come “nonostante siano passati tanti anni, non deve cessare la riconoscenza”, perché “nonostante le prove, siete rimasti fedeli”. La sfida indicata dal cardinale adesso è quella della “libertà”, “partendo dalle vostre famiglie”. “Ora nella ritrovata libertà verrebbe da domandarci quanto siamo capaci di parlare di Dio nelle nostre famiglie, quanto condividiamo nelle nostre conversazione dei tesori di grazia che il buon Dio non cessa di riversare su ciascuno di noi”. Quindi, un monito a proposito delle “mormorazioni all’interno delle comunità”, che “anziché spingersi a una sequela più profonda del Signore, ci dividono e alimentano invidie che alla fine offuscano il volto e la bellezza della Sposa di Cristo che è la Chiesa”. “La realtà dell’esarcato, che vede al suo interno sacerdoti e fedeli di diverse provenienze etniche e nazionali – l’auspicio finale del cardinale -, sia la casa e la dimora della comunione, e mai il luogo di una possibile contrapposizione”.

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