Diocesi: Forlì, a Dovadola la ricognizione dei resti mortali di Benedetta Bianchi Porro, in vista della beatificazione

In vista della beatificazione di Benedetta Bianchi Porro, che sarà celebrata nella cattedrale di Forlì il prossimo 14 settembre, si è tenuta martedì scorso, nella chiesa parrocchiale della Badia di Dovadola, la ricognizione canonica dei resti della venerabile. Dopo un momento di preghiera con la lettura del Salmo 17 (“Signore, sulle tue vie, tieni saldi i miei passi”) e alcune brevi parole di introduzione da parte del vescovo di Forlì-Bertinoro, mons. Livio Corazza, è stato prestato da tutti i partecipanti il giuramento di adempiere fedelmente l’incarico loro conferito e di mantenere il segreto. Tolta la lastra che chiudeva il sarcofago in pietra, decorato dall’artista Angelo Biancini, la triplice cassa (zinco, legno e zinco) è stata estratta e deposta al centro della chiesa. Sulla prima cassa di zinco, aggiunta in occasione della traslazione, era incastonato il libro “Siate nella gioia”, primo testo su Benedetta curato da padre David Maria Turoldo, sul frontespizio del quale il padre di Benedetta aveva apposto manualmente la data 22 marzo 1969, giorno della traslazione. Le casse sono state poi aperte per permettere al medico di effettuare l’ispezione del corpo per verificarne lo stato di conservazione. La salma risulta integra e mostra uno stato di conservazione relativamente buono. Rimosso il velo che la copriva, è stato possibile riconoscere facilmente gli indumenti e le varie parti del corpo. La cute è scura, i capelli ben conservati. Alcuni frammenti di tessuto e di capelli sono stati prelevati per essere utilizzati come reliquie. Al termine della ricognizione, il corpo di Benedetta è stato ricomposto in una nuova cassa di zinco, sigillata e ricollocata nel sarcofago, sul fronte del quale, sotto il nome di Benedetta Bianchi Porro, oltre alla data di nascita e di morte, è incisa la frase di s. Teresa di Gesù Bambino “Non muoio, ma entro nella vita”. Nata a Dovadola l’8 agosto 1936, Benedetta Bianchi Porro morì a Sirmione del Garda il 23 gennaio 1964. Tumulata inizialmente nel cimitero di Dovadola, la salma fu traslata il 22 marzo 1969 nella chiesa parrocchiale di Sant’Andrea in Badia di Dovadola.

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