Dialogo islamo-cristiano: p. Basanese (Univ. Gregoriana), “cambiare paradigma, dichiarazione di Abu Dhabi indica la strada”

“Una esortazione solenne a cambiare paradigma, ad abbassare lo stress onnipresente, provocato dall’ideologia della conquista, dal desiderio di avere ragione e dal potere”. Così p. Laurent Basanese, direttore del Centro Studi Interreligiosi, ha definito il documento sulla fratellanza umana per la pace mondiale e la convivenza comune firmato ad Abu Dhabi da papa Francesco e dal Grande Imam di Al Azhar, Ahmad Al-Tayyeb. Occorre “studiare e approfondire il tema della fratellanza”, ha sottolineato p. Basanese intervenendo al forum organizzato dal Centro Studi Interreligiosi della Pontificia Università Gregoriana e dal Pontificio Istituto di Studi Arabi e d’Islamistica. “Amare le differenze – ha detto – significa sederci insieme attorno ad un tavolo, anche con chi non la pensa come noi, amare i nemici”. Secondo il gesuita, “le guerre e i conflitti, anche ideologici, sono il segno dell’incapacità di risolvere in modo complesso e articolato le questioni fondamentali”. Il testo invece “indica la strada” per un cambiamento. Non a caso, ha ricordato, la dichiarazione “è rivolta a tutti, credenti e non”. In essa, ha aggiunto, “non si parla di dialogo interreligioso, tanto che i termini Islam e cristianesimo non compaiono mai”. Il forum è stato occasione per presentare il Gruppo di ricerca congiunto Centro Studi Interreligiosi-PIsai sul tema: “Il Documento sulla Fratellanza umana: riflessioni e sviluppi teologici, filosofici e sociali” che avrà come referenti lo stesso Basanese e Diego Sarriò Cucarella.

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